Palazzo Parisani Bezzi

Foto by Stefano Leoperdi

 

Qui, nel 1797, Napoleone Bonaparte e lo Stato della Chiesa firmarono "La pace di Tolentino" . Da allora, in Europa, tutto sarebbe cambiato. Situato nel cuore del centro storico di Tolentino il Museo Napoleonico di Palazzo Parisani Bezzi ospita le sale (con gli arredi originali) dove Bonaparte alloggiò in occasione della firma.

Il Palazzo Parisani Bezzi si trova in via Della Pace e deve il suo nome alle due famiglie storiche che ne furono proprietarie. Venne costruito verso la fine del XVII sec. inglobando un edificio più antico, ed è strutturato su due piani distinti, il primo piano o "piano nobile", e il secondo piano riservato alla servitù. Nella facciata esterna, sopra il portale in pietra è riportata un'iscrizione che testimonia l'avvenimento storico più noto che il palazzo abbia ospitato: la firma, nel 1797, del Trattato di Pace tra la Francia (rappresentata da Napoleone, non ancora imperatore) e lo Stato Pontificio.

Dalla biglietteria, situata al piano terra, si accede al primo piano (il piano nobile) introdotto da una sala d'ingresso dove inizia il percorso museale. La seconda stanza è detta "Sala degli Stemmi" o "Sala dei quadri" per via delle tele esposte alle pareti. Si prosegue, dunque, verso la "Sala Gialla" o "Sala della pace", dove venne firmato il trattato di pace e che prende il nome dalle pareti ricoperte di damasco giallo-oro. La terza stanza è la "Sala Rossa"; che deve il suo nome al damasco che riveste le pareti. Al suo interno è presente il letto a baldacchino in cui dormì il generale francese. La stanza è collegata poi con il Gabinetto di Toletta, un ambiente a pianta irregolare riccamente decorato. Passando attraverso un'altra sala si accede alla Cappellina in cui non vi è rimasto nulla dell'arredo liturgico; al centro del soffitto vi è rappresentata la Colomba dello Spirito Santo. In seguito si apre la "Sala degli Arazzi" dove soggiornò durante i giorni della Battaglia del 1815 il comandante delle truppe austriache Federico Bianchi, che vi organizza il quartier generale prima dello scontro con Gioacchino Murat. Secondo la tradizione egli rifiutò di dormire nella stessa stanza di Bonaparte, scegliendone una più grande ed accogliente. Questa stanza è così chiamata perchè riccamente decorata da finti arazzi definiti "succhi d'erba", ossia pitture imitanti arazzi eseguite con colori vegetali ad acqua stesi direttamente sui tessuti. Proseguendo nella stessa ala del piano ci sono gli ambienti riservati alla vita di tutti i giorni; si entra in una cucina con camino e piano cottura e altre sale affrescate in stile pompeiano. Il secondo piano è formato da vari ambienti che negli ultimi anni hanno ospitato mostre ed eventi vari. 

E' importante ricordare che il palazzo divenne una delle tappe del Grand Tour europeo, considerato percorso essenziale per la formazione dei giovani delle nobili famiglie europee del XVII sec., probabilmente per via delle stupende decorazioni parietali in linea con la corrente artistica dell'epoca.

 

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