Luigi Mari, il padre del Miumor

Luigi Mari, il padre del Miumor
Luigi Mari nasce a Tolentino il 10 marzo 1907 da una famiglia della media borghesia, proprietaria di una rinomata tipografia; dal padre Francesco apprende il gusto per la carta stampata, mentre dallo zio Cesare Marcorelli , valente pittore e caricaturista, che fu per lui un grande maestro, viene educato e fatto crescere nella sensibilità all' arte. Lo zio Cesare è quindi per lui un grande maestro che lo inizia all'uso delle matite e dei pennelli e lo stesso Mari, in una nota autobiografica scrive "... ho imparato prima a disegnare e dipingere che a leggere e scrivere". Terminato il liceo a Roma, Luigi Mari intraprende la facoltà di medicina all'Università di Bologna dove vive ed opera Umberto Tirelli, rinomato artista satirico, famoso sia in Italia che all' estero, il quale costituisce per lui un grande stimolo.
 
Nel 1924 collabora a testate di provincia come il periodico “Il Goliardo Maceratese“, dove ne diviene subito uno dei principali animatori fino ad arrivare alla gestione dello stesso che mantiene fino alla fine degli studi nazionali,  e come il torinese “Guerin Sportivo“.  A Bologna comincia a disegnare su diverse riviste, producendo caricature e vignette, e diventa un capo della goliardia molto stimato. Si laurea in medicina nel 1931 e nel 1935 sceglie di esercitare la professione in Africa Orientale. Tenente medico in Etiopia, ritorna nel 1937 per sposarsi e ripartire subito dopo portando con se la moglie. In Africa continua a disegnare e dipingere senza sosta tutto ciò che vede e che vive, lui stesso dice "...ho portato ovunque con me, insieme al camice da medico, tavolozza e pennelli”. Nel 1946 ritorna definitivamente in Italia, a Tolentino, dove, oltre a riprendere la sua professione di medico, si impegna a dare un' anima alla sua città natale adorata. Mari fonda la sezione cittadina della gioventù musicale e la filodrammatica, compagnia teatrale formata da tolentinati da lui reclutati e scelti per interpretare commedie, drammi e riviste, alcune scritte da lui stesso. E' proprio questo impegno che mette nel dare un'anima alla sua Tolentino che lo porta, nel 1951, ad essere eletto sindaco per due mandati, dall’anno 1951 all’anno 1961. Egli vuole cogliere l' occasione per fare qualcosa di concreto a favore della sua città, che ama moltissimo.
 
Durante i suoi mandati Mari, oltre a realizzare importanti infrastrutture, ancora oggi vanto della città, riesce a mettere in risalto anche l'aspetto culturale di Tolentino. Essendo un uomo di grande cultura, appassionato artista, pittore, caricaturista e ritrattista, il tolentinate vuole fare anche della sua città il centro mondiale del buonumore, e quindi nel 1961 crea la prima Biennale Internazionale dell' Umorismo nell' Arte che dedica allo zio materno Cesare Marcorelli. La Biennale di Tolentino è una delle poche istituzioni culturali italiane di carattere internazionale che si rivolge alla promozione e divulgazione della caricatura e dell'arte umoristica, qui si incontreranno talenti di ogni paese uniti dalla passione per l'arte e per “il sorriso”.  Sette anni dopo il suo progetto sfocia nel Museo dell'Umorismo, ospitato ora a palazzo San Gallo, unico nel suo genere, punto di riferimento per tutti gli artisti, studiosi ed appassionati dell'arte umoristica. Passano di lì tutti i più famosi umoristi del pennello, della matita, della penna, del cinema e della carta stampata. Mari avvicina tutti, si fa conoscere senza competere con loro, è un ottimo padrone di casa, e li convince che finalmente lì hanno trovato la loro patria. Muore il 30 maggio 1974, a seguito di una breve ma inesorabile malattia, ed è così che se ne va l'ultimo grande vero umorista tolentinate. E lo fa come ha sempre vissuto: in punta di pennello.